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Foto sempre al TOP, ma come?

Fiume

Generalmente tutti i nuovi telefoni hanno una fotocamera più che decente, ma oggi andremo a vedere più a fondo come sfruttarla. L’obbiettivo di questa guida non è farvi diventare esperti fotografi (anche perché uno smartphone non basterebbe), ma proporvi delle linee guida per regalarvi qualche soddisfazione nelle vostre foto con Android.

L’applicazione da usare per scattare le foto con Android

Innanzitutto la prima premessa che faccio è che questa guida è stata fatta con la mia esperienza utilizzando un telefono Android, in quanto a iOS offre in modo stock meno possibilità e impostazioni. Se avete un dispositivo Android e nella applicazione fotocamera non ci sono le impostazioni manuali (vengono chiamate anche Pro, Avanzate o Esperto dipendentemente dal brand) di scaricare dal Play Store app come Manual Camera, Bacon Camera, ecc…

Manual Camera
Manual Camera
Price: 3,29 €
Bacon Camera
Bacon Camera
Developer: F.G.N.M.
Price: Free

L’importante è che vi troviate a vostro agio, anche se la fotocamera stock teoricamente è la più ottimizzata per il vostro dispositivo. Senza perderci in chiacchere vediamo che scattare di giorno è molto più semplice di quello che sembra: anche con un semplice punta e scatta la foto può risultare gradevole, se avete però un pochino di più di tempo sarebbe meglio adottatore alcuni piccoli accorgimenti.

Il formato da usare

Innanzitutto controllate le impostazioni della fotocamera, il formato che vi consiglio è in 4:3 alla massima risoluzione disponibile in quanto in 16:9 la foto viene croppata e perde di dettaglio. Un altro utile accorgimento è quello di attivare la griglia (io uso 3×3) in modo tale di avere degli aiuti per fare foto il più dritte possibili e non lavorare in post produzione (con MIUI c’è anche l’impostazione “Prospettiva” che tramite sensori va a raddrizzare).

Come usare la griglia nelle foto con Android

Utilizziamo la griglia per scattare foto al panorama, possibilmente appoggiando il telefono a qualcosa di solido o ai nostri amici in primo piano. Qui vi consiglio di tenere il soggetto tra il centro e la prima riga verticale o comunque non al centro, lasciandolo quindi spostato per dare importanza anche allo sfondo e rendendo la foto più interessante (regola dei terzi), tappiamo anche sul soggetto (o teniamo premuto in modo tale da bloccare l’autofocus) in modo da regolarne la messa a fuoco e l’esposizione.

L’effetto bokeh

Un altro tipo di scatto molto utilizzato è la macro, quando il soggetto è messo a fuoco e lo sfondo risulta molto sfuocato, alias effetto bokeh. Solitamente per questo effetto il telefono riesce a mettere a fuoco velocemente, altre volte occorre tappare la zona di fuoco interessata, Si può usare la messa a fuoco manuale che però risulta difficoltosa in zone in cui la luce è abbondante e il display è poco leggibile, in questi casi il software Xiaomi mi viene incontro con la messa a fuoco Peak che colora di rosso le zone a fuoco. Se non avete questo strumento cercare di tappare nel punto corretto può salvarvi, l’unico accorgimento nelle macro è di essere il più stabili possibili perché anche con ottime condizioni di luce la foto potrebbe risultare sfuocata, in caso di erroneo movimento ritappare, o come già detto, tener premuto. Alcuni tra gli ultimi smartphone in commercio hanno la seconda fotocamera che accentua codesto effetto, vi ricordo però di evitare l’effetto bokeh software, in quanto può risultare finto e alcune volte non essere perfetto.

Bokeh
Esempio di effetto bokeh: il soggetto è a fuoco mentre lo sfondo risulta sfuocato

L’HDR

Un altro strumento molto importante di giorno è l’HDR. Cosa è? Come funziona?

HDR sta per High Dynamic Range (Ampia Gamma Dinamica) ed indica l’uso di diverse immagini all’interno dello stesso scatto, ognuna con un diverso rapporto luce/ombra. Quello che una fotocamera con funzione HDR attivata fa è scattare diverse foto contemporaneamente (generalmente tre) ognuna con una diversa esposizione. Le tre immagini scattate (una sovraesposta, una sottoesposta ed una con esposizione media) vengono poi unite dal software della fotocamera per dare vita ad una foto finale ottimizzata, ovvero con tutti i dettagli che sarebbero andati persi nelle zone sovraesposte e sottoesposte delle singole immagini. In pratica, in automatico, è consigliabile usare l’HDR in zone miste troppo scure e zone “bruciate” (in cui la luce è forte e la zona rimane bianca), quindi nei paesaggi con luci e ombre o anche nei ritratti. In certe situazioni l’HDR non va utilizzato: Se uno dei soggetti che desiderate immortalare è in movimento, con l’HDR aumentano le possibilità di avere una foto sfocata. Dove c’è un forte contrasto, per esempio tra il soggetto in primo piano e lo sfondo, può essere una caratteristica importante (e voluta) di una fotografia. Utilizzando l’HDR la differenza tra luce e ombra verrebbe annullata, portando tutto sullo stesso livello di luminosità e rendendo i contrasti meno evidenti. Se l’ambiente che desidera immortalare è troppo scuro o troppo chiaro, l’HDR può rendere i colori brillanti e con alto contrasto più pallidi. Va però detto che se i colori della scena sono particolarmente vivi, l’HDR vi aiuterà a renderli ancora più accesi.

Foto naturali
Foto realizzata in automatico senza l’uso di HDR
HDR
Foto realizzata con HDR

 

 

 

Le altre opzioni per le foto con Android

Ora che c’è il sole l’unica opzione manuale che siamo andati a utilizzare è la messa a fuoco, ma le altre voci… che significano? Vediamole subito:

  • Bilanciamento del bianco: più piccolo è il valore più i toni dell’immagine saranno freddi, più saranno alti più i toni saranno caldi;
  • ISO: l’ISO è quel valore che indica la sensibilità alla luceche date al sensore;
  • Tempo di esposizione: il tempo di esposizione misurato in secondi imposta quanto il sensore deve rimane aperto: un valore più alto farà entrare più luce, viceversa più basso corrisponde a meno luce entrata, quindi a foto più scura;
  • Messa a fuoco: come già spiegato, la messa a fuoco permette di designare la zona di fuoco.

Le condizioni non sono più ottimali il gioco si fa più duro: per foto di questo genere consiglio l’acquisto, almeno per iniziare, di un treppiede portatile octopus. Comodo e versatile con anche il comando Bluetooth utile soprattutto se non potete impostare il timer mentre utilizzate le impostazioni manuali (come nel mio caso), io lo ritengo fondamentale. Noi abbiamo recensito quello flessibile di Toppaie che costa poco più di 10 euro. Abbiamo anche recensito il più grande treppiede Zecti il cui costo è inferiore ai 30 euro.

Foto con Android da scattare con un treppiede
Supporto per smartphone

Andremo a usare questo strumento principalmente di notte in quanto il tempo di esposizione ci servirà molto lungo e anche una microvibrazione potrà rendere mossa la foto. Non ci resta che giocare con i parametri manuali, dopo che abbiamo regolato la messa a fuoco e il bilanciamento del bianco, basta giocare con i valori dell’esposizione e dell’ISO (quest’ultimo sarà sempre al valore più basso possibile in modo tale da evitare il rumore, se la foto verrà scura è buono alzare il tempo di esposizione), di notte invece i tempi saranno molto lunghi, l’ISO a 100 e il treppiede fondamentale. È importante utilizzare la modalità manuale in condizioni di luce non ottimali per ridurre il più possibile il fastidiosissimo rumore.

Un oggetto che si muove durante un tempo di esposizione così lungo verrà mosso e rovinerà la foto, quindi dovrete stare bene attenti sia al soggetto che allo sfondo, le luci della auto che passano lasceranno una scia, ma quando c’è una luce in movimento si potrebbe fare un genere di foto da me molto amato: il Light Painting, ossia disegnare con la luce! Per il Light Painting basta un tempo di esposizione lungo, una condizione molto scura e della creatività, perché dovrete giocare con le luci.

Foto con Android: Light Painting
Esempio di light painting

 

In questo articolo abbiamo visto un po’ le basi della fotografia con lo smartphone. Le vostre foto con queste linee guida verranno nettamente migliori e potrete anche divertirvi. Se invece vi state appassionando alla fotografia, informatevi sui gadget che comprate (come lenti e supporti) e cercate anche di utilizzare intelligentemente, e non abbondantemente, i filtri post produzione e usare app come Lightroom o Snapaseed per regolare luci e altri parametri direttamente dal vostro telefono Android.

Snapseed
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Developer: Google LLC
Price: Free
Adobe Photoshop Lightroom CC
Adobe Photoshop Lightroom CC
Developer: Adobe
Price: Free+

 

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Fabio Cinus
Si avvicina alla tecnologia già a 9 anni con il primo computer fisso comprato dalla famiglia, impara velocemente e insegna ai genitori come usarlo. Nel 2014 inizia l'approccio ai programmi più complessi come Adobe Photoshop, sperimentando piccoli disegni creativi per i suoi compagni. Il PC di casa inizia a dare seri problemi e diventa per lui inutilizzabile, così da appassionato di computer passa ad appassionato di smartphone: da telefoni Vodafone scelti dai genitori arriva a sperimentare il modding e comprare di sua iniziativa dei nuovi fino a quello odierno, di cui ne è orgoglioso, XiaoMi Mi5. Sotto consiglio di amici di Telegram assembla un computer più serio e prestante, così da continuare la sua amata passione per la grafica e Adobe, oltre a quella per la scrittura, difatti da esperienze in altri siti segue il suo amico Lorenzo in TechBuzz.it.